giovedì 23 luglio 2015

Dolomites Skyrace 2015

Ecco i 9 del Run Team prima della partenza
Era l’estate del 2011 quando durante la vacanza estiva in Val di Fassa, arrivato in hotel a Campitello, accendo la televisione e su un canale locale stanno facendo vedere la replica di questa gara e affascinato dalle immagini mi sono seduto sul bordo del letto fino alla fine del servizio…per poi esclamare queste parole…”prima o poi la farò!”
E così ecco che 4 anni dopo sono di nuovo qui in Val di Fassa e mi sono portato quasi tutti gli amici del Run Team che ingolositi dalla mia proposta di andare a sfidare noi stessi su questo percorso mi hanno seguito ed ora non ci si può tirare indietro.
770 partenti,35 nazioni rappresentate, questi sono i numeri di questa edizione della Dolomites Skyrace, prima tappa del campionato del mondo di skyrunning World Series ISF2015. Gara esaltante che si svolge in un luogo fantastico e raro, veri e propri monumenti di roccia simili a terrazze naturali dove dall’alba al tramonto si godono panorami unici e inimitabili, inoltre questa gara è la perla del panorama mondiale con andata e ritorno dalla mitica cima del Piz Boè, con tratti tecnici simili a quelli alpinistici, attrezzati con catene e corde, insomma la Dolomites Skyrace è speciale.

La filosofia che sta dietro allo skyrunning è semplice: da un paese di montagna di sale di corsa in cima ad una montagna che sovrasta il paese e si torna giù nel minor tempo possibile, è una gara dura, 10 km in salita per un dislivello di 1750 mt e poi 12 km di discesa per altrettanti metri fino a ritornare al punto di partenza, la piazza di Canazei.
In mezzo prati, ghiaioni, alcuni passaggi in cui bisogna appoggiare le mani alla roccia.
L’organizzazione dice che per poter continuare la gara devi arrivare alla Forcella Pordoi entro 1 ora e 50 minuti e il tempo massimo per finirla invece è di 4 ore e 15 minuti.
Questa cosa ha provocato molta preoccupazione nel Run Team, si perché non tutti erano convinti di poterlo traguardare in tempo, nei giorni precedenti la gara non si faceva che parlare di questo “cancello” orario, un modo per sconfiggere la paura.
Siamo arrivati in Val di Fassa in giorni ed alloggi diversi, chi si è portato la famiglia come me e chi è venuto solo, alla fine il giorno della gara siamo in 9 partecipanti e 10 accompagnatori una vera e propria gita, al ritiro del pettorale insieme al Giardo, la gente parla tante lingue ma ci si capisce al volo, si parla di scarpe, di bastoncini da portare o da lasciare, della giacca a vento obbligatoria.
Nel pacco gara ci danno anche un calendario delle diverse edizioni, una bandana e soprattutto un paio di scarpe da trail, le Helios La Sportiva, sponsor principe della manifestazione.

Il mattino dopo, sveglia alle 6.00, colazione, preparazione di rito e via verso la piazza di Canazei insieme a Giardo,la giornata dal punto di vista meteo è bellissima, cielo libero e sole a illuminare tutta la valle, qui l’aria è fresca, arrivati al parcheggio della mercato incontriamo uno dopo l’altro tutti gli amici del Run Team, questo l’elenco: Kikko, Giardo, Sonz, Sandro, Cri, Ale, Gio, Daniele e Luca, siamo un bel gruppetto, si discute se portare o meno bastoncini dalla partenza, la maggior parte di noi li darà alla organizzazione che te li farà trovare al Passo Pordoi dopo quasi 6km di salita per poterli utilizzare sulla ripida Forcella Pordoi con i suoi 2km e ben 600m D+ ,per poi lasciarli e poter continuare senza ed essere più liberi nella discesa, ovviamente sarà l’organizzazione a farteli ritrovare al traguardo, così dopo questa decisione, foto selfie di rito ed entriamo nella terza e ultima gabbia riservata a chi come noi non ha mai corso questa gara.
L’elicottero giallo e rosso del soccorso alpino e televisione si alza e con lui il nastro che dà inizio alla nostra avventura, siamo a 1462m s.l.m. arriveremo a 3152m s.l.m. parto tranquillo, tengo la sinistra del serpentone e non sorpasso nessuno, me ne sto bravo al mio posto, dopo qualche centinaia di metri su asfalto, passiamo la piazza, giriamo a sinistra e ci infiliamo in una strada in salita, la strada presto si trasforma in mulattiera e comincia ad inerpicarsi.
Qui qualcuno inizia a camminare, io per ora no, magari faccio qualche metro di buon passo nei punti più ripidi ma poi riprendo a correre, se così si può dire,
si sale fino ad una strada asfaltata, il primo dei tornanti del Passo Pordoi, ma l’asfalto dura un niente, si supera di slancio la strada per affrontare un altro tratto su mulattiera e poi ecco che inizia la pista da sci, è curioso percorrere una pista in senso contrario e senza neve, in alcuni tratti si attraversano dei ponti in legno che hanno i segni dei bastoncini da sci.

foto dal Passo Pordoi alla forcella
Continuo a salire bene, siamo sempre in tanti sia davanti che dietro, devo sempre stare attento a dove vado perché quelli che usano i bastoncini occupano lo spazio di tre persone, sto bene e ogni tanto sbircio il Garmin per vedere quanto dislivello ho già completato e i tempi al km, si lo faccio per calcolare una media di arrivo al Pordoi, calcolando la media di 9’ogni km dovrei arrivare al Passo che è poco prima del 6°km in 55’,che sommati ai 45’ per fare i 2km ripidi della Forcella dovrei essere su tranquillamente nell’orario del cancello, poi però prima del Pordoi facciamo un tratto in piano dove riesco a fare correre le gambe per poi salire di nuovo in spinta, vedo il Passo Pordoi, siamo appena sopra i 2230 mt slm, oltre 750 metri saliti dalla partenza in soli 5,8 km di sviluppo orizzontale, guardo il cronometro e scopro con piacere di essere in anticipo sulla mia previsione, arrivo li in 50’ netti, mi fermo al ristoro, bevo acqua, sulla sinistra vedo la forcella, tiro fuori il telefono e scatto una foto, lo ritiro ed è già tempo di prendere i miei bastoncini che mi vengono dati in mano senza dovermi fermare da una ragazza dell’organizzazione, così inizio la mia scalata.
foto dal Sass Pordoi
Il primo tratto non è così ripido e il fondo è anche troppo duro, quasi non è il caso di usare i bastoncini, ma faccio comunque le prove, visto che non li ho mai usati prima, man mano che saliamo mi rendo conto che i bastoncini aiutano molto in salita, riesco a salire bene, nonostante il terreno si è fatto più ripido e sabbioso e piano piano la vetta si avvicina, l’ultimo tratto che è un muro è fatto solo di ghiaia rocciosa, ma fortunatamente c'è ombra e la musica ad alto volume più l’incitazione e gli applausi della gente di montagna che sta percorrendo la nostra stessa strada ti caricano a mille.
Guardo in basso e vedo tutta la coda dietro me, un lungo serpentone che è già tutto sulla salita dal Pordoi, così penso che anche i miei amici del Run Team al completo dovrebbero farcela a restare nei tempi del cancello, si perché a me mancano pochi metri e il cronometro dice 1h27’e rotti così ecco che finalmente, dopo  alcuni scalini tracciati con il legno, arrivo alla forcella a 2830  s.l.m. ho fatto 600 mt di dislivello dal Passo Pordoi in 28 minuti, pensavo di farlo in 40’,i bastoncini mi hanno sicuramente aiutato, ora li lascio li al personale addetto che me li farà riavere al traguardo, la gente grida ti incinta, bevo acqua, scatto un'altra foto sul versante interno del Sass Pordoi e riparto su un altopiano “lunare” dove regnano il vento e la pietra, il mio sguardo spazia lontano ma devo stare attento a dove metto i piedi, qui si torna a correre, il sentiero, pur stretto, è sgombro e si può andare, dopo una prima discesa si percorre un tratto in piano per poi fare una salitina sulla neve, superata la quale scorgo la mia nuova sfida: il Piz Boè, 3152 metri di altezza.
foto della Marmolada dal Piz Boè
Dopo aver bevuto, sto ancora meglio, il respiro nonostante l’altezza è sciolto, c’è vento ma non da fastidio, anzi direi che rinfresca, supero agilmente qualche tratto impegnativo, e arrivo alle prime roccette come le chiamano gli alpinisti, qui non si può correre ma ci si deve arrampicare aiutandosi nei tratti di ferrata con le lunghe corde di acciaio, e si sale, si sale ancora, uno davanti fa un passo indietro e mi pesta la mano sinistra, non si accorge, io come Fantozzi tengo la bocca chiusa, e quando riesco a liberare la mano emetto un piccolo grido, questi ultimi 320 metri di dislivello sono belli tecnici, la roccia è solida e il percorso ben segnato e corredato di funi nei posti più esposti ,pero anche un singolo passo diventa difficile, tanta gente ferma in vari punti dei passaggi ci incinta alcuni ci chiamano per nome che leggono sul pettorale, queste cose ti emozionano qui oltre i 3000m,e arrivo così in vetta al Pizzo,fuori il telefono e foto al ghiacciaio della Marmolada alla mia destra.
inizio a scendere
Sono passati 1h 54’ ora non resta che scendere così dicono, ma in realtà so che dopo una prima discesa molto tecnica avrò un'altra salita e poi si scenderà davvero, intanto mi godo questa, qui so che in base alle mie qualità andrò molto meglio e come dico sempre cercherò di divertirmi al massimo, mentre scendo i primi metri il cuore mi si allarga, devo stare attento in alcuni tratti davvero pericolosi, poi però via di gran passo con balzi tra una roccia e l’altra rimbalzando via leggero e giù a piedi pari sui ghiaioni lungo i quali scivolare, ho il sorriso stampato in faccia come un bambino che gioca.
Qui i volontari che segnano il percorso sono più numerosi, visto la velocità di chi gareggia e le possibilità di caduta, gli escursionisti ci guardano come fossimo dei pazzi e ci cedono il passo, io intanto inizio a sorpassare diversi corridori, e in alcuni tratti provo a seguire l’istinto buttandomi giù dritto su strada alternativa ma più insidiosa tagliando di netto il sentiero più agevolato, in questo le mie Bushido mi aiutano molto perché non cedono di un mm negli appoggi alla fine forse guadagni tempo, la cosa bella è che tutti scendono a modo loro, sembra che si stia scappando tutti da qualcosa, da qui fino a valle è un alternarsi di sensazioni forti e di immagini che scorrono accelerate.
Il canalone dal quale risale l’elicottero come si vede in molti film d’azione, con la serpentina del sentiero seguita dalla maggior parte dei corridori mentre altri più forti o più pazzi tagliano per la massima pendenza, io poco più avanti inizierò a fare come loro prendendomi dei rischi ma senza mai cadere, dopo un tratto ripido tra pietre e rocce dove stare attenti a non scaricare pietre su chi ti precede, inizio a trovare i primi tratti con erba e pini che nascondono le insidie del sentiero, sono al 15°km e di posizioni ne ho recuperate ma da qui inanellerò più di 50 sorpassi, quello che sta iniziando è il mio terreno preferito, single track su terriccio con qualche roccia da evitare o saltare, sto letteralmente volando, quelli davanti a me vanno davvero molto più piano, sono galvanizzato da quanto sto bene di gambe e fiato, infine il sentiero spiana, mancano 5 km, o questo è quello che credo, dando uno sguardo al crono penso che andrò sicuramente sotto le 3h15’ che prevedevo, si rientra nel bosco su tracciato tutto curve sempre leggermente in discesa, poi in alcuni tratti si sale per poi scendere subito, infilo altri sorpassi e poi ecco che prima di un ponticello in legno da attraversare ho davanti a me un ragazzo, non so se sorpassarlo subito prima del ponte o mettermi dietro e farlo dopo, decido per la prima e qui scelgo male perché non vedo che il ponte è tutto bagnato appoggio il piede destro e scivolo letteralmente tipo buccia di banana fermandomi con la tibia contro il palo del ponte, una bella botta, mi rialzo aiutato dal ragazzo, un controllo alle gambe, niente di rotto, riparto di slancio, ogni tanto do un occhio alla gamba e vedo che scende del sangue, me ne preoccuperò al traguardo.
Il mio arrivo

Intanto si lascia il bosco per una strada tutta sterrata piana che scende a Canazei un ragazzo mi dice che mancano 2km quindi uno in meno rispetto a quello che pensavo da gps, faccio due conti e forse potrei arrivare addirittura sotto le 3 ore, spingo al massimo sorpasso altri corridori completamente ad un altro passo, arrivo alle prime case di Canazei, inizia l’asfalto, ho due davanti li prendo, uno lo sorpasso mentre l’altro accelera e mi va via, ma questa volta ne ho ancora, ci saranno 500/600m al traguardo do tutto, incredibilmente lo ripasso ,neanche lui se lo aspettava, mi dice qualcosa, io continuo a spingere sto andando poco sopra i 3’00”/km, questo lo vedrò dopo dal Garmin, ecco le ultime curve, folla di gente festante, ultima curva a destra per il corto rettilineo finale su tappeto rosso e rampetta da salire al traguardo, purtroppo preso dalla velocità in discesa, non mi accorgo che mia moglie Roby era all’interno curva con in braccio Carlo e voleva darmelo per tagliare insieme il traguardo, ormai sono troppo di slancio a pochi metri dal traguardo e per fermarmi e tornare indietro rischierei anche di cadere, e allora finisco così a braccia aperte in 3h00’27” la
La mia gara
mia incredibile e bellissima prima Dolomites Skyrace.
Lo speaker ha annunciato il mio arrivo chiamandomi per nome e cognome e dichiarando la società Amatori Atletica Casorate Sempione, da oggi anche un po’ Trail Runners, la posizione assoluta sarà 217° e 191° nella maschile, ma questo poco importa,sono sceso dal piz Boè in 1h05' tanta roba per me ed ora conta aspettare gli altri del Run Team sperando che arrivino tutti dentro le 4h15’ del tempo limite. Intanto raggiungo la mia family per abbracciarli, Carlo mi salta addosso sorridente e questo è ancora più bello della gioia per aver concluso questa gara, un bacio a Roberta a cui spiego di averla vista troppo tardi e che sarà per la prossima gara l’arrivo mano nella mano con Carlo.
Io e Cri con maglia finisher
Dopo aver ritirato al meravigliosa t-shirt della Crazy in premio come finisher, vado a bere al ristoro finale, e poi approfitto dei medici sul loco per farmi disinfettare la gamba che presenta due grosse lacerazioni, ma che una volta pulite saranno due belle croste da tenere tutta l’estate.
Intanto arriva il Sonz in 3h20’,non è sorridente al traguardo ma questo perché è un po orso di suo in questo periodo, neanche il tempo di fare due chiacchere che arriva il Cri in 3h26’ incredibile tempo per lui, dopo pochi mesi di allenamento ma ben fatti, si vede perché è davvero contento e io per lui, a questo punto aspettiamo gli altri sei ed ecco che in 3h41’ arrivano mano nella mano Ale e Giardo che si distrae inciampando nel tappeto rosso rischiando il volo alla paperissima per pochissimo, incredibile dopo una gara sulle rocce riesce ad inciampare in un tappeto!
un po di podio..manca Luca
Le sorprese però non sono finite, mentre sto bevendo della coca cola sento lo speaker annunciare il nome di Sandro e Daniele, mi va di traverso la bibita,sono passate solo 3h 54’ e se per Daniele forse è un tempo un po alto per le sue potenzialità, per Sandro invece è un tempo stratosferico, alla vigilia era quello che aveva più paura di non arrivare al cancello, ed infatti ci è arrivato in 1h48’ solo 2 minuti prima della chiusura, ma poi in discesa è letteralmente volato andando più forte anche di Giardo e Ale arrivati un quarto d’ora prima di lui..bravissimo, mentre Daniele è salito bene e poi in discesa ha detto di non aver voluto prendersi rischi e scendere tranquillo…bravissimo anche lui per la scelta saggia.
Il mio diploma
Ora ne mancano solo due,  le 4 ore di gara passano, ed ecco che 5 minuti dopo arriva Gio con qualche graffio sulle gambe ma super contento, così manca solo Luca all’appello e dopo 4h08’ arriva distrutto con passo quasi zoppicante ma c’è e noi lo festeggiamo tutti andandogli incontro sul podio dell’arrivo…ce l’abbiamo fatta, l’intero Run Team è finisher della 18°Dolomites Skyrace.


MISSIONE COMPIUTA.



13 commenti:

Mauro Battello ha detto...

Avvincente, divertente, lodevole... insomma: tanta, tanta roba!
Lo so che nn è carino, ma leggere dell'inciampo sul tappeto non ha prezzo ahahahahaha mannaggia!
grande kikko, e come te 4 anni fa io lo dico ora così come feci agli esordi relativamente al sogno Passatore: prima o poi la farò anche io caxxarola!
ancora bravo e grazie del post

Kikko ha detto...

@Mauro
Grazie Mauro,si l'inciampo del mio amico è stata la chicca della sua gara,ne abbiamo riso e parlato tutta la sera. Ti consiglio assolutamente di farla una volta nella vita,e magari quella volta ci sarò anche io così grande mangiata alla sera insieme;-)

nino ha detto...

grande kikko

Mauro Battello ha detto...

Sarebbe bello, ma in caso avrai da aspettare parecchio 😊

Kikko ha detto...

@nino
Grazie Nino,passami a trovare prima della ferie.
Ciao

franchino ha detto...

Emozionante! Davvero!
Ma che mi diventi uno skyracer coi fiocchi?! Scendere dal Boè sull'ora è tanta roba! E anche i 28' della forcella sono lodevoli! Bravissimo kikko sono contento per te!
mentre scendo i primi metri il cuore mi si allarga, devo stare attento in alcuni tratti davvero pericolosi, poi però via di gran passo con balzi tra una roccia e l’altra rimbalzando via leggero e giù a piedi pari sui ghiaioni lungo i quali scivolare, ho il sorriso stampato in faccia come un bambino che gioca che bello!

Kikko ha detto...

Grazie Frank tu sai cosa vuol dire correre in quei posti...
L'anno prossimo stavo pensando seriamente di rifarla...che fai...vieni?

franchino ha detto...

che fai... mi tenti?! :-D,... perchè no!

Kikko ha detto...

@Franchino
Aggiudicato allora:-)

Pimpe ha detto...

se lo sapevo venivo pure io....a mangiare e bere pero ' ;-) ....

Kikko ha detto...

@Pimpe
Ovviamente;-)
Ciao mitico.

Gallodicorsa ha detto...

Fantastico! Che emozioni!

Kikko ha detto...

@Gallodicorsa
Davvero tanto divertimento,l'anno prossimo venite anche tu e Trev,ok?